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Come gestisci il conflitto?

  • 24 giu 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 27 lug 2022

La gestione dei conflitti è una delle capacità essenziali che un manager o un imprenditore deve padroneggiare.

I conflitti sul posto di lavoro sono più frequenti di quanto si creda: questi possono coinvolgere dipendenti a tutti i livelli, dai singoli agli interi team.

Ma che cos’è un conflitto e perché è così importante saperlo gestire all’interno di un’azienda?

Cerchiamo di dare una definizione di conflitto che ci spieghi, nello specifico, quali sono le caratteristiche.

Thomas Gordon, ad esempio, psicologo clinico statunitense, ci dice che un conflitto è un contrasto tra due o più individui che si manifesta 1) Quando i comportamenti dell’uno interferiscono con i bisogni dell’altro; 2) Quando c’è una discordanza valoriale.

Non tutti i conflitti sono uguali, né possono essere gestiti come se fossero simili, ad esempio, un conflitto con un cliente arrabbiato è molto diverso da un attrito con il proprio capo.

Allo stesso modo, alcuni conflitti si verificano quando le persone non sono d’accordo sul come fare qualcosa, mentre altri implicano cattiveria e malizia .

Se andiamo poi ad individuare le cause che innescano un conflitto esse possono essere:


- Incomprensioni;

- Competizioni per l’accesso a specifiche risorse;

- Affermazione di autorità;

- Mancanza di cooperazione;

- Differenze di metodi o stile;

- Valori o obiettivi discordanti.


Tutte analisi perfette che però non tengono conto della natura antropologica del conflitto la quale ci dimostra ch'esso appartiene ad ogni specie animale esistente.

L’essere umano è un “primate cacciatore” che si organizza in tribù e che ha bisogno di difendersi e di cacciare. Il conflitto è innanzitutto un fatto personale.

Da che cosa dipende?

Dalle forze innate e contrapposte tra loro di cui disponiamo, bisogna conoscerle e amministrarle, senza questo presupposto, il conflitto con gli altri è automatico.

Ben al di là di una formalità educata ed espressivamente civile, sono le riserve mentali a determinare i maggiori conflitti e non sono scelte desiderate, nessuno si alza al mattino per litigare con altri né per peggiorare la propria condizione relazionale, tuttavia i comportamenti suggeriti dai temperamenti, rendono le persone diverse nel dire, nel tacere, nel fare e anche nel volere.

Senza conoscere l’origine dei comportamenti non possiamo cambiare i comportamenti.

Quali conflitti produce la prescrizione di relazionalità ad un temperamento riservato?

Quali conflitti produce la mancanza di riconoscimento e di risultato ad un temperamento impulsivo?

Quali conflitti produce l’isolamento sociale e l’aggressività ad un temperamento socievole?




 
 
 

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giancarlo di bert

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