La capacità di essere influenti
- 24 giu 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 27 lug 2022
Stavo leggendo la prefazione di un libro sulla capacità di influenzare che diceva:
“Una guida pratica per quanti a qualsiasi titolo (professionisti, consulenti, imprenditori, insegnanti, operatori sociali, genitori...) vogliono collaborare meglio con gli altri.
Al giorno d'oggi più nessuno può semplicemente far appello ad un principio di autorità per far valere le proprie idee o portare a termine un proprio progetto. Occorre il consenso.
Chi sa esercitare una buona capacità di convincimento è avvantaggiato in mille occasioni.
• Sa ottenere cooperazione da individui e gruppi prima ostili.
• Sa leggere le persone meglio di altri.
• Sa come ottenere le informazioni quando necessarie.
• Sa avere più credibilità.
• Sa comunicare più efficacemente.
• Sa apprendere meglio nuove idee.
• E molto altro ancora.
Tutti vorrebbero possedere tale capacità. Ma in che modo?
Influenzare gli altri non significa affatto manipolarli! Al contrario, significa soprattutto saperli ascoltare lealmente.
Questa guida è la prima che vi preparerà ad applicare un approccio efficace ed immediato per sviluppare le vostre doti di influenza.
Vi permetterà, anzitutto, di affinare le vostre capacità di leggere le situazioni e i segnali (verbali e non verbali) che vengono dalle altre persone. Imparerete ad ascoltare sviluppando un genuino interesse per gli altri. Apprenderete sia ad utilizzare le pause che a porre le domande giuste. Saprete come sintonizzarvi con i gesti e le minuscole variazioni dei toni di voce o dei comportamenti muscolari del vostro interlocutore.
Arriverete così ad armonizzarvi con gli altri, e riuscirete allora a comunicare con loro più felicemente: in un clima magico di intesa e di fiducia”
Tante belle parole ciò nonostante mi sono chiesto, “Si potrà mai creare un clima di fiducia utilizzando tecniche e sotterfugi? la fiducia non è forse l’espressione di uno stato d’animo soggettivo della persona? Oppure si scambia per fiducia la gentile e coinvolgente disponibilità al colloquio e all’interazione dovute al ruolo che il nostro interlocutore assume in quel momento?
È vero, per poter essere influenti bisogna essere capaci di generare consenso ed il consenso non si ottiene semplicemente adottando strategie e regole sociali di gentilezza, buongusto, attenzione, modulazione della voce, ecc. ecc. bensì creando le condizioni per aprire un canale fiduciario.
Per fare questo è necessario imparare a riconoscere i valori oggettivi e soprattutto i valori soggettivi dell’interlocutore, quei valori che ricercano costantemente di soddisfare i bisogni biologici della persona, solo allora sarà possibile attuare una comunicazione efficace, autentica, non giudicante che, priva di pregiudizi, mira a soddisfare le esigenze primarie del nostro interlocutore, aprendo di fatto un solido canale fiduciario.
L’analisi Biostrutturale opera proprio in questo senso.




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